lunedì 24 settembre 2007

Inglese e gentilezza

Copia del 19 Giugno 2007

Uno dei due luoghi comuni e' una balla, l' altro no. In effetti sono in genere molto gentili. La cosa sarebbe positiva, se non fosse che non spiccicano una parola in inglese manco a pagarli. Se chiedete qualcosa a qualcuno che non parla inglese, vi troverete nell'imbarazzante situazione di non sapere come scappare. Pur non dicendo una sola parola, continueranno a pensare al modo di aiutarvi. Un esempio. Domenica ero al supermercato ed essendo particolarmente distrutto {vedi cap 2 quando arriva.. ;-)} volevo una bella cenetta. Ho capito qual'era il wasabi. Ho trovato la salsa di soia. Ho trovato il sushi ed il vino bianco. A questo punto mi rendo conto di non avere il cavatappi. E come diavolo si chiama in inglese?

No problem. Becco un ragazzo giovane (e' piu' probabile che parli inglese), gli faccio vedere la bottiglia e mimo l'azione di aprirla. Ha capito subito, peccato siano seguititi 5 minuti di mmmm.... maa..... oooo.....

Al che gli dico No Problem.

Lo vedo allontanarsi piuttosto dispiaciuto, per poi partire deciso verso la cassa. Lo seguo (intuendo cosa stesse facendo) e lo vedo parlare con il cassiere. Dal movimento della testa ho dedotto che li' non lo avevano. Mi trovavo in Supermarket, di quelli in cui ci sono diversi nagozi uno attaccati all'altro. A questo punto il nostro eroe molla la sua spesa per terra e parte di corsa all'interno del supermarket. L'ho seguito con lo sguardo fino al negozio vicino ma non e' entrato li'. Di nuovo intuento cosa stesse facendo, ho aspettato. Dopo 10 minuti il nostro e' tornato. Mi sono fatto vedere, mi si e' avvicinato e tutto contento mi ha consegnato un cavatappi comprato chissa' dove. Gli ho dato i soldi, ho ringraziato e ho avuto la mia bella cenetta.

Vi immaginate una scena simile da noi?

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